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Da Natale all'Epifania
La notte di Natale, al suono dell'Ave Maria, davanti a tutte le case abitate viene accesa la "fa∫ella", un tronco di faggio con una estremità aperta a forma di calice e riempita di trucioli e bacchetti.
La "fa∫ella"
Questa fiaccola sta a significare che le persone che abitano in quella casa sono parte attiva della comunità. Analizzando la forma della fiamma e la direzione del fumo, i vecchi paesani traevano gli auspici per il nuovo anno.
Siccome a Pianaccio da parecchi anni non abbiamo più il Parroco, non appena da Lizzano se ne rende disponibile uno, inizia la Messa di Mezzanotte durante la quale una volta avveniva la recita dei sermoni da parte dei bambini.
Tutti i fanciulli del paese si recavano, uno alla volta, davanti all'Altare dove era la culla di Gesù Bambino e recitavano una poesia di Natale, finita la quale gli uomini, dal soppalco dell'organo, gettavano dei piccoli doni (caramelle, noccioline, arance ecc..) che facevano felici non solo i ragazzi. Questa tradizione, a causa dell'”emigrazione massiccia” verso le città avvenuta subito dopo la guerra, è scomparsa per mancanza di bambini. In alcune occasioni in sostituzione, veniva allestito oltre al tradizionale, un presepe vivente al centro della chiesa con i pochi bambini che facevano la rappresentazione solo per la durata della Funzione Religiosa.

Finita la Messa, veniva acceso il falò in piazza davanti alla chiesa con la porta spalancata perché si diceva dovesse riscaldare Gesù Bambino. Alla costruzione di questo falò contribuivano tutte le famiglie del paese donando una "fascina" che i vecchi impilavano accuratamente ricoprendole con rami di ginepro. Ai nostri giorni è rimasta solo la tradizione del falò che viene fatto ai margini del paese e non in piazza perché il fuoco danneggerebbe l'asfalto ed i cavi elettrici oggi esistenti. Al posto delle fascine introvabili e dei ginepri protetti vengono utilizzati dei rami di abete. Nonostante questo però tutti i paesani si recano attorno al fuoco rimanendo vicino ad esso fino all'esaurimento della fiamma.

Una delle usanze più suggestive è senz'altro gli auguri di casa in casa che viene fatta il primo giorno dell'anno. Una scatenata e improvvisata banda musicale, con in testa il mazziere armato di "mazzariello" e composta di strumenti veri (fisarmonica, trombone), ma soprattutto da strumenti improvvisati (coperchi, pentole), bussa a tutti gli “usci” del paese fermandosi per il tradizionale bicchiere beneaugurale con effetti ben immaginabili per i suonatori. In tempi passati anche gli orchestrali offrivano da bere al padrone di casa, con liquori particolari preparati a casa la sera prima. In tutte le case abitate si aspettano questi "musicisti" con pasticcini e libagioni in abbondanza.

Franco Franci

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